' anima mia . Se ben che tu mi dai cattivi giorni , Ecco ti vengo a dar la buona notte , Lontananza , ne tempo far non puote , Ch ' al lume qual farfalla io non ritorni . Laura : Chi è colui , che dormire non potendo Sen vien a perturbar i sonni altrui , Che dica quanto volei , io non l ' intendo , Son qual Aspide sorda a canti suoi . Giacinto : Canto mia bella , ma ne piange il core , Io canto come il Cigno in sul morire , Se ben vorrei tacer convengo dire , E ridir ciò , che va dettand ' Amore . Laura : Non intendo , Signor , vostre ragioni , Che fiete , che volete , e cosa fate ? Andate altrove , semplicetto , andate , Che voglion esser altro , che canzoni . Giacinto : Mendico io son , hor eccomi alla porta , Che chieggio in elemosina del pane . Deh non mi fate andar d ' oggi in dimane , Doppia è la gratia al fin qua d ' ella è corta . Laura : Al chieder vostro io sarò sempre muta , Qui non s ' apre la porta , a chi non porta , Presso di noi la Caritade è morta , Chi non conta non ha la ricevuta . Giacinto : Prendetemi , Signora , per soldato , Sarò vostro guerriere senza paga , Di già assueffatto all ' amorosa piaga Non temerò d ' esser per voi piagato . Laura : Noi non stimiamo l ' amoroso drudo , Non habbiamo questione , e non ci aggrada Quell ' Amante , che sa portar la spada , Quando non sappia maneggiar lo SCUDO . Giacinto : Soldato no , dunque Poeta almeno Che v ' immortalerà ne propri versi . Famosa vi farò tra Sciti e Persi , Loderò il crine , gli occhi , il volto , il seno . Laura : Poesia e povertà van di concerto , Che val il saper far un buon Sonetto E non haver per far un sonno in letto , Far sempre STANZE , e non haver coperto . Giacinto : Vado cercando come Pellegrino Il più bello del Mondo in ogni parte , Ma amico il Cielo a voi sola comparte Il terrestre non solo , ma il divino . Laura : Alloggiar Pellegrini già mai si suole Quando che non venisse di Ungaria . Solo all ' UNGHERO aperta è qui la via , E molto più s ' è armato di PISTOLE . Giacinto : Signora , son Barone , e sono Conte , Nacqui di duca , e son d ' alto lignaggio , Sudditi ho molti , che mi fanno omaggio Della gran nobiltà nasco dal fonte . Laura : Non si fa qui gran stima d ' antenati , E non vale essere Conte a chi non CONTA , Ogni lignaggio al fin passa e tramonta , E tutti Duchi son quei , che han DUCATI . Giacinto : Non sprezzate , vi prego , Amante fido , Ch ' adorerà in perpetuo il vostro nume , Che seguirà qual Talpa il vostro lume , Deh non siate ribelle di Cupido . Laura : Seguir nudo fanciul , dite , che vale , Hor che i vestiti son tutti alla moda , Se voi sete fedel e senza froda Per voi solo , è fedel quel ch ' è REALE . Giacinto : Dunque sprezzate Amor , perfida e ria Donna vorace più che nero Corvo . Laura : Non ch ' anzi per il Cieco con voi stia , Cerchia di quei che fanno calar l ' ORBO . Hiacinth : Liebchen schläft , mit deinen Flügeln fächle , Amor , daß des Sommers heiße Schwüle Um des Mädchens Lager bald sich kühle Und sie in dem Schlafe freundlich lächle . Kann nimmer ich die armen Augen schließen , Ist meine Ruhe nur allein die ihre , So möge , was ich hier am Schlaf verliere , Wie Ruhe mir ins kranke Herze fließen . Giebst du mir gleich nur immer böse Tage , So sieh mich hier , dir gute Nacht zu geben , Nicht Zeit , nicht Ferne lindert mir die Plage , Ein Schmetterling ein Lämpchen zu umschweben . Laura : Wer ist es , der nicht schlafen kann , und andre So frevlend in dem süßen Schlafe störet , Ein Felsen bin ich , der sein Lieb nicht höret ; Er sing , doch packe er sich bald und wandre . Hiacinth : Die Lippe voll Gesang , das Herz voll Zähren Sing ich , ein Schwan in seines Todes Ringen , Und schwieg ich gern , so würde ohne Singen Und Wiedersingen Liebe mich verzehren . Laura : In Eurer Schlüsse Wahrheit einzudringen Hab ich nicht Zeit : was seid Ihr , wollt Ihr , macht Ihr ? Geht , Simpelchen , steht nicht die ganze Nacht hier ; Die Dinger , die ich brauch , kann man nicht singen . Hiacinth : Ein Bettler bittet hier vor Eurer Türe , Gebt Liebe ihm , und fristet Euch ein Leben : O daß er gleich , o daß er bald Euch rühre ! Denn gleich gegeben heißt ja doppelt geben . Laura : Wer mir nichts bringt , hat nichts von mir zu hoffen , Dem Mitleid hab ich längst den Hals gebrochen , Und ohne Klingen hilft Euch hier kein Pochen , Nur offnen Händen steht die Türe offen . Hiacinth : Nehmt mich zum Krieger an , hört auf zu höhnen , Will streiten für und mit Euch aller Stunden , Denn abgehärtet fürcht ich keine Wunden , Die Löhnung sei mir nur , Euch anzulehnen . Laura : Bei mir war offner Krieg stets schlecht empfohlen , Auch führ ich keinen Krieg , wo ich was kriege ; Und weil ich meist dem Degen