zur Laute folgendes scherzhafte italiänische Lied, wie ich es in der Eile im Deutschen nachgeahmt hatte.
Giacinto:
Dorme la bella, Amor, deh tu con l'ali
Rinfresca tal'hor l'aria, e fagli vento,
Acciochè dell' estate alcun tormento
Non risenta la Dea, ch'è tra mortali.
Se i miseri occhi miei posar non ponno,
Godi la quiete tua la quiete mia,
E quello ch'io perdei, placido sonno,
Sen venga adormentar l'anima mia.
Se ben che tu mi dai cattivi giorni,
Ecco ti vengo a dar la buona notte,
Lontananza, ne tempo far non puote,
Ch'al lume qual farfalla io non ritorni.
Laura:
Chi è colui, che dormire non potendo
Sen vien a perturbar i sonni altrui,
Che dica quanto volei, io non l'intendo,
Son qual Aspide sorda a canti suoi.
Giacinto:
Canto mia bella, ma ne piange il core,
Io canto come il Cigno in sul morire,
Se ben vorrei tacer convengo dire,
E ridir ciò, che va dettand' Amore.
Laura:
Non intendo, Signor, vostre ragioni,
Che fiete, che volete, e cosa fate?
Andate altrove, semplicetto, andate,
Che voglion esser altro, che canzoni.
Giacinto:
Mendico io son, hor eccomi alla porta,
Che chieggio in elemosina del pane.
Deh non mi fate andar d'oggi in dimane,
Doppia è la gratia al fin qua d'ella è corta.
Laura:
Al chieder vostro io sarò sempre muta,
Qui non s'apre la porta, a chi non porta,
Presso di noi la Caritade è morta,
Chi non conta non ha la ricevuta.
Giacinto:
Prendetemi, Signora, per soldato,
Sarò vostro guerriere senza paga,
Di già assueffatto all' amorosa piaga
Non temerò d'esser per voi piagato.
Laura:
Noi non stimiamo l'amoroso drudo,
Non habbiamo questione, e non ci aggrada
Quell' Amante, che sa portar la spada,
Quando non sappia maneggiar lo SCUDO.
Giacinto:
Soldato no, dunque Poeta almeno
Che v'immortalerà ne propri versi.
Famosa vi farò tra Sciti e Persi,
Loderò il crine, gli occhi, il volto, il seno.
Laura:
Poesia e povertà van di concerto,
Che val il saper far un buon Sonetto
E non haver per far un sonno in letto,
Far sempre STANZE, e non haver coperto.
Giacinto:
Vado cercando come Pellegrino
Il più bello del Mondo in ogni parte,
Ma amico il Cielo a voi sola comparte
Il terrestre non solo, ma il divino.
Laura:
Alloggiar Pellegrini già mai si suole
Quando che non venisse di Ungaria.
Solo all' UNGHERO aperta è qui la via,
E molto più s'è armato di PISTOLE.
Giacinto:
Signora, son Barone, e sono Conte,
Nacqui di duca, e son d'alto lignaggio,
Sudditi ho molti, che mi fanno omaggio
Della gran nobiltà nasco dal fonte.
Laura:
Non si fa qui gran stima d'antenati,
E non vale essere Conte a chi non CONTA,
Ogni lignaggio al fin passa e tramonta,
E tutti Duchi son quei, che han DUCATI.
Giacinto:
Non sprezzate, vi prego, Amante fido,
Ch'adorerà in perpetuo il vostro nume,
Che seguirà qual Talpa il vostro lume,
Deh non siate ribelle di Cupido.
Laura:
Seguir nudo fanciul, dite, che vale,
Hor che i vestiti son tutti alla moda,
Se voi sete fedel e senza froda
Per voi solo, è fedel quel ch'è REALE.
Giacinto:
Dunque sprezzate Amor, perfida e ria
Donna vorace più che nero Corvo.
Laura:
Non ch'anzi per il Cieco con voi stia,
Cerchia di quei che fanno calar l'ORBO.
Hiacint:
Liebchen schläft, mit deinen Flügeln fächle,
Amor, dass des Sommers heisse Schwüle
Um des Mädchens Lager bald sich kühle
Und sie in dem Schlafe freundlich lächle.
Kann nimmer ich die armen Augen schliessen,
Ist meine Ruhe nur allein die ihre,
So möge, was ich hier am Schlaf verliere,
Wie Ruhe mir ins kranke herz fliessen.
Giebst du mir gleich nur immer böse Tage,
So sieh mich hier, dir gute Nacht zu geben,
Nicht Zeit, nicht Ferne lindert mir die Plage,
Ein Schmetterling ein Lämpchen zu umschweben.
Laura:
Wer ist es, der nicht schlafen kann, und andre
So frevlend in dem süssen Schlafe störet,
Ein Felsen bin ich, der sein Lieb nicht höret;
Er sing, doch packe er sich bald und wandre.
Hiacint:
Die Lippe voll Gesang, das Herz voll Zähren
Sing ich, ein Schwan in seines Todes Ringen,
Und schwieg ich gern, so würde ohne Singen
Und Wiedersingen Liebe mich verzehren.
Laura:
In Eurer Schlüsse Wahrheit einzudringen
Hab ich nicht Zeit: was seid Ihr, wollt Ihr, macht
Ihr?
Geht, Simpelchen, steht nicht die ganze Nacht hier;
Die Dinger, die ich brauch, kann man nicht singen.
Hiacint:
Ein Bettler bittet hier vor Eurer tür,
Gebt Liebe ihm, und fristet Euch ein Leben:
O dass er gleich, o dass er bald Euch rühre!
Denn gleich gegeben heisst ja doppelt geben.
Laura:
Wer mir nichts bringt, hat nichts von mir zu hoffen,